Di Luca Baldazzi – Giovedì 11 dicembre 2025 è stata costituita la Fondazione Infermieri, un’iniziativa sviluppata dalla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) che mira a rispondere in modo più efficace e organico alle tante criticità della Sanità del nostro Paese, garantendo al contempo sostegno e valorizzazione a questi essenziali operatori attraverso iniziative di tutela, formazione e promozione di buone pratiche territoriali.
Come abbiamo segnalato in un nostro recente articolo, la condizione degli infermieri in Italia è tutt’altro che rosea: per un verso rappresentano in valore assoluto il gruppo di operatori sanitari più numeroso (461.313 gli iscritti sull’albo unico al 30 giugno 2025) e più diffuso nel territorio, ma per l’altro il rapporto infermieri-abitanti resta sotto la media Ocse: appena 6,5 infermieri contro i 9,8 ogni 1.000 abitanti dei paesi Ocse.

Fonte: Fondazione Gimbe
Questa carenza, che è strutturale, è destinata ad acuirsi a fronte delle proiezioni che al 2030 evidenziano una ulteriore carenza di coperture tra i 60mila ed i 100mila posti di infermieri, data l’età media assai elevata di chi oggi opera ( 46,5 anni ) ed il raggiungimento della pensione. Inoltre l’ Italia conta circa 17 laureati in infermieristica per 100mila abitanti (tra i valori più bassi Ocse). Tra oggi e il 2029, si prevedono circa 73-86mila nuovi laureati in infermieristica, numero insufficiente per un turnover.
Gli infermieri attualmente al lavoro sono in forte maggioranza donne, con un rapporto di 3 a 1 su gli uomini.
Last but not least, ricevono una retribuzione notevolmente più bassa rispetto alla media dei paesi Ocse (48mila dollari l’anno contro 61mila). Anche per questo molti professionisti che, lo ricordiamo, sono tutti laureati e in massima parte anche specializzati, scelgono di emigrare in altri paesi, dove le retribuzioni sono più elevate e i carichi di lavoro meno intensi stressanti.
E per rispondere queste criticità che si è data vita alla Fondazione Infermieri. Oltre che sensibilizzare le istituzioni nei confronti delle attuali e future carenze di personale, tra gli scopi della nuova Fondazione rientra quello di favorire la crescita di una nuova figura di infermieri: soggetti più preparati nel gestire i pazienti presi in carico anche a livello domiciliare, o nei casi di patologie croniche, e in grado di operare in autonomia, anche con l’ausilio di tecnologie sempre più diffuse, per meglio integrare questi livelli di assistenza territoriale con le strutture sanitarie. Una figura da rivalutare, dunque, non più un mero operatore, ancillare rispetto ai medici, ma un professionista competente nella gestione dei bisogni di salute dei suoi assistiti, grazie ad una costante opera di aggiornamento e professionalizzazione, rivolta verso l’e-health. Questo è quanto in molti altri paesi avviene già da anni.
“La Fondazione rappresenta una risorsa in più per gli infermieri ed appartiene agli infermieri, in quanto, man mano che partiranno le varie progettualità, sarà in grado di fornire risposte concrete per incentivare la formazione e la ricerca” ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, Presidente tanto del Fnopi che della neonata Fondazione Infermieri, ribadendo come “lo sviluppo della professione, validazioni scientifiche, percorsi per promuovere il benessere di tutti gli iscritti all’Albo” sono la stella polare a guida di questa iniziativa.

