Di Luca Baldazzi – Buone notizie dalla lotta contro il cancro. Per la prima volta a livello europeo quest’anno si registrata una diminuzione nel totale delle nuove diagnosi positive: – 1,7 %, mentre il calo che riguarda l’Italia è è più marcato e sale al 2,6%. Questi dati confermano il trend evidenziato anche da “I numeri sul cancro in Italia ”, ricerca dell’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che insieme a diversi partner ha presentato lo scorso 18 dicembre a Roma il 15° rapporto sugli scenari del contrasto alle patologie oncologiche.

    In sintesi, il cancro è e resta una delle principali cause di morte nel nostro Paese, con vittime oncologiche che al 2022 venivano stimate in 192.000. Affrontare queste patologie resta una battaglia aperta, con le cure oncologiche che solo in Italia assorbono (dati 2023) l’11% della spesa sanitaria. Questo è un dato più elevato rispetto al contesto Europeo, e sta a significare che i nostri concittadini, soprattutto gli anziani, possono contare su di un’assistenza più avanzata ed efficace che produce una più elevata prospettiva di sopravvivenza a 5 anni dall’intervento. Le proiezioni dell’Aiom ipotizzano una ulteriore lieve, ma comunque significativa diminuzione per i prossimi anni, soprattutto per quanto concerne la componente maschile della popolazione.

    A favorire questa variazione sono le procedure di screening precoce ed altri strumenti di prevenzione secondaria, che incidono positivamente anche su un altro indice, quello relativo alla mortalità oncologica: negli ultimi 10 anni, essa risulta calata del 9% nel nostro Paese, la qual cosa pone l’Italia in una condizione migliore rispetto alla media europea. Larga parte di questo merito va attribuita all’aumento dei controlli preventivi per tutte le principali patologie oncologiche (mammografia, controllo sangue occulto, screening cervicale, controllo canale retta, ecc …). Nel 2024 si è arrivati complessivamente a 6,4 milioni di test.

    Ma anche questi risultati non possono bastare, anzi provano quanto determinate patologie riflettono comportamenti ed abitudini sedimentate per le quali sono necessarie forti campagne sanitarie per contrastarle. Un esempio su tutti è rappresentato dai tumori al polmone. Come osserva anche Diego Serraino, consulente epidemiologo presso Alleanza Contro il Cancro (uno dei altri soggetti coinvolti nella redazione de “I numeri del cancro”),  “Negli uomini, tra il 2003 e il 2017, le nuove diagnosi di questa neoplasia sono diminuite del 16,7%” mentre se si guarda alle donne, le stesse patologie sono cresciute al 2025 dell’84,3%”, in conseguenza dei mutati stili di vita che hanno visto molte donne iniziare a fumare.

    Concludendo sui relativi, ma indiscutibili successi della lotta ai tumori in Italia, va rimarcato come il nostro SSN,anche se patisce da 15 anni una forte crisi di finanziamento e manifesta evidenti problemi sul personale e sulla territorialità, per apicalità quali quelle oncologiche manifesta una efficacia invidiabile: motivi in più perché venga conservato e rimesso “in buona salute”.

    ARTICOLO 32, agenzia di stampa iscritta in data 5 novembre 2025 al n. 116/2025 del Registro Stampa del Tribunale di Roma

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