di Alberto Baldazzi

    Dalla prossima primavera i Centri Antifumo potranno utilizzare un farmaco, il Regicar, rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, per sostenere il processo di abbandono del fumo. Il suo principio attivo è la citisina, un alcaloide naturale estratto dai fiori di un piccolo albero, il maggiociondolo (Cytisus laburnum), che agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici per ridurre i sintomi di astinenza e il desiderio di fumare.

    La citisina è già disponibile in Italia come preparazione galenica dietro presentazione di ricetta medica, ma ad oggi non è rimborsabile. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, solo i Centri Antifumo potranno però dispensarlo a carico del SSN, e per i pazienti dai 18 ai 65 anni, e ciò rappresenta un evidente limite.  La letteratura segnala una buona tollerabilità, mentre gli schemi terapeutici presentano una durata tra i 25 e i 40 giorni, con posologia a scalare.  

    La rimborsabilità è certamente una novità importante per almeno per 2 aspetti: il primo è rappresentato proprio dalla gratuità per chi cerca di smetter di fumare; il secondo ha a che fare con la potenziale rivitalizzazione dei Centri antifumo, che ad oggi rappresentano un presidio fragile e disarmato per le poche migliaia di cittadini che annualmente vi fanno ricorso. Si consideri che l’unico supporto attualmente utilizzato nei Centri, oltre a quello psicologico, è la terapia nicotinica.

    Ma proprio il limitato accesso ai centri antifumo rischia di circoscrivere oltremodo il potenziale impatto del farmaco rimborsato: di contro ai 12 milioni di fumatori, i circa 10mila cittadini che annualmente vi accedono rappresentano una goccia nel mare. È necessario, dunque, che le politiche antifumo contemplino, oltre che l’obiettivo della cessazione, anche quello della riduzione del danno, con una reale apertura agli strumenti che superano la combustione e che,  per i fumatori adulti,  rappresentano una reale, concreta alternativa al consumo tradizionale, con il suo drammatico bilancio annuo di più di 90mila morti in Italia.

    ARTICOLO 32, agenzia di stampa iscritta in data 5 novembre 2025 al n. 116/2025 del Registro Stampa del Tribunale di Roma

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