di redazione
I dati della Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, appena pubblicata sul sito del Ministero della Salute, confermano che la crisi dell’offerta sanitaria da parte del Servizio Pubblico produce anche inqualificabili atteggiamenti e azioni contro gli operatori sanitari. Nel 2025 sono state 18mila le aggressioni a operatori sanitari e sociosanitari, con oltre 23.367 operatori che ne sono stati vittime. Pubblicati in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si celebra il 12 marzo, questi drammatici dati confermano con poche variazioni un trend che nel 2024 aveva riscontrato 18.392 episodi, coinvolgendo ben 22.000 operatori.
Secondo LA RELAZIONE , nel 69% dei casi si tratta di aggressioni verbali, non per questo da sottovalutare; nel 25% sono vere e proprie aggressioni fisiche. Più del 60% vedono come vittime operatrici donne, e nel 55% dei casi i soggetti colpiti sono le infermiere e gli infermieri. Le aggressioni avvengono soprattutto in ambito ospedaliero, nei Pronto Soccorso, nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, ma anche nelle Aree di Degenza.
Ora, se non si può sottovalutare l’aumento del tasso di aggressività e di violenza che in generale caratterizza la società, è evidente che i “luoghi di cura” ne risultano particolarmente colpiti per le difficoltà che sempre più riscontra il nostro sistema sanitario. Non è un caso che i Pronto Soccorso risultino ai vertici della classifica dei luoghi dove questa aggressività di manifesta più frequentemente ad opera degli stessi pazienti e/o dei loro familiari.
Il Ministro Schillaci, commentando i nuovi dati, ha ribadito l’impegno a contrastare questo fenomeno:
“La sicurezza di chi si prende cura della nostra salute è una priorità assoluta. Le aggressioni contro gli operatori sanitari sono un fenomeno inaccettabile e per questo siamo intervenuti con fermezza. Abbiamo inasprito le pene per gli aggressori, fino all’arresto in flagranza differita, e lavoriamo costantemente per rafforzare le misure di prevenzione della violenza contro il personale e la sicurezza nelle strutture sanitarie. Proteggere gli operatori sanitari e socio-sanitari non è solo un dovere ma la garanzia per i cittadini di avere cure di qualità e più sicure”.
Il Ministro ha inoltre ribadito quanto contenuto nella RACCOMANDAZIONE ministeriale n° 8 per prevenire, per quanto possibile, gli episodi di violenza.

