di Redazione

    E’ arcinoto che il diabete, debitamente gestito e curato, non impedisce l’attività sportiva, anche a livello agonistico. Come abbiamo già riportato in un nostro precedente articolo, il caso più emblematico è quello del numero 3 del tennis mondiale, il tedesco Zverev, che durante il cambio di campo spesso controlla la glicemia, dimostrando che si può eccellere nello sport anche convivendo fin da bambini con un diabete di tipo 1.

    Un decreto del 1932 impedisce però a chi è diabetico l’accesso alla carriera militare e, quindi anche ai gruppi sportivi che – lo ricordiamo – in tante discipline permettono la crescita di atlete e atleti di altissimo livello. Finalmente la Senatrice Daniela Sbrollini ha presentato un disegno di leggerecante disposizioni per l’arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei Corpi dello Stato. La FeSDI, – Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (AMD e SID) -, ha apprezzato molto l’iniziativa, e la professoressa Daniela Buzzetti, Presidente della SID, ha così commentato:

    Per gli atleti l’ingresso nei gruppi sportivi militari rappresenta un passaggio essenziale per la continuità e la sostenibilità della propria carriera agonistica. Questo vale anche per chi ha il diabete. L’attuale quadro normativo continua invece a precludere questa possibilità a numerosi atleti con diabete, nonostante l’evoluzione della medicina e delle tecnologie di monitoraggio e cura. L’auspicio è che la riforma, in discussione presso il Parlamento, possa rappresentare un’occasione concreta per superare una discriminazione che non ha più ragione di esistere. Come Federazione, da anni impegnata sul tema, ci auguriamo che si apra finalmente una fase nuova, coerente con le attuali conoscenze scientifiche e con i principi di inclusione e pari opportunità”.

    ARTICOLO 32, agenzia di stampa iscritta in data 5 novembre 2025 al n. 116/2025 del Registro Stampa del Tribunale di Roma

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