di Redazione
Il 7 di aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute. La data ricorda quella della istituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (7 aprile 1948), ed in quasi 80 anni il Mondo ha fatto certamente molti passi in avanti. Nell’occasione Il Segretario Generale dell’Onu ha dichiarato:
“La scienza è uno degli strumenti più potenti a disposizione dell’umanità per proteggere e migliorare la salute . Oggi, in media, le persone in ogni Paese vivono più a lungo e in salute rispetto ai loro antenati, grazie al potere della scienza. Vaccini, penicillina, teoria dei germi, risonanza magnetica e mappatura del genoma umano sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalla scienza che hanno salvato vite umane e trasformato la salute di miliardi di persone”.
L’Oms segnala però che le minacce alla salute continuano ad aumentare, alimentate dagli impatti climatici, dal degrado ambientale, dalle tensioni geopolitiche e dai cambiamenti demografici e per questo lancia un appello“a rinnovare il proprio impegno a collaborare e a sostenere la scienza, considerati i due motori trainanti per una salute migliore”.
Venendo al nostro Paese, un Report dell’Istat aggiorna i dati sull’attesa di vita degli italiani, che nell’ultimo secolo e mezzo hanno “guadagnato” ben 54 anni. Sì, perché nel 1872 si moriva mediamente a 29,8 anni, mentre oggi le donne arrivano mediamente a 86,3 anni e gli uomini a 81,6. la mortalità infantile presenta uno dei valori più bassi al mondo: 2,7 su mille nel 2023, mentre nel 1863il tasso di mortalità entro il primo anno di vita era di 230 per mille nati vivi.
In generale, nonostante l’invecchiamento generale, la popolazione italiana si percepisce in buona salute. In soli dieci anni la percentuale di chi si descrive in “cattiva salute” è scesa dall’8% al 5,5%, e nelle fasce più anziane si registrano i miglioramenti più forti. Dal punto di vista epidemiologico, cambiano le minacce alla salute: crescono tumori e scendono le malattie infettive.
Tutto questo è avvenuto grazie ad una migliore alimentazione. al progresso della scienza, alle innovazioni farmacologiche e tecnologiche, alla crescita della coscienza diffusa ma, soprattutto, per merito di un Servizio Sanitario Nazionale che, malgrado gli evidenti segnali di degrado percepibili nell’ultimo ventennio, ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un presidio essenziale per la salute degli individui. Un presidio che va mantenuto e rilanciato perché rappresenta il principale collante di una società che, altrimenti, rischia di disgregarsi.

