di Redazione
Dei 4,84 milioni di decessi, le malattie circolatorie sono responsabili nel 32,8% dei casi; i tumori del 23,9%: queste le cause principali che per il 2023 vengono riscontrate da Eurostat. Tra le altre figurano quelle esterne (0,5%), le malattie dell’apparato digerente (4,4%), i disturbi mentali e comportamentali (4,3%), le malattie del sistema nervoso (4,3%), le malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche (3,5%) e il Covid-19 (2,1%).

Anche per quello che riguarda la causa maggiore di decessi, le patologie cardiocircolatorie, il nostro Paese si colloca nella parte basa della classifica:
Gli stili di vita e, in primo luogo, la dieta mediterranea aiutano certamente i “numeri” del nostro Paese, ma è chiaro che un contributo importante è apportato dal livello prestazionale del Sistema Sanitario Nazionale che, anche se definanziato e spesso bistrattato, rappresenta ancora un presidio di alta efficacia. Dovremmo impegnarci per impedire il suo progressivo declino.
Per quello che riguarda gli stili di vita, va ribadito che l’abuso di alcol, il fumo e l’obesità, contribuiscono fortemente anche in Italia all’insorgenza delle patologie cardiocircolatorie e dei tumori. Solo al consumo di tabacco combusto vengono imputati annualmente dall’Istituto Superiore di Sanità circa 93.000 decessi. Ed è proprio su queste aree che la Sanità Pubblica avrebbe spazio di intervento, attraverso adeguate campagne di comunicazione e di prevenzione.

